
N° 23/2004
(Giovedì 4 Marzo 2004)
Editoriale
Le News by Rebis si sono più volte occupate di complotti, presunti o provati, accaduti nel mondo. L'increscioso incidente nel quale trovarono la morte la Principessa Diana ed il suo compagno Dodi al Fayed, nell'Agosto del 1997, nasconde molte anomalie mai spiegate, oppure sulle quali si è cercato spesso di insabbiare e di depistare. In occasione dei recenti sviluppi che hanno fatto riaprire il caso e che hanno rafforzato le ipotesi di complotto (che vedono tra i primi sostenitori proprio il padre di Dodi, il magnate Mohammed, proprietario della catena di grandi magazzini Harrods), ci siamo proposti di pubblicare un dossier riassuntivo della vicenda. Data l'eccessiva lunghezza, esso verrà pubblicato in più parti (almeno due). In questo numero anche uno strano messaggio subliminale presente in uno spot pubblicitario trasmesso sulle nostre reti, che non mancherà di suscitare curiosità. Buona lettura, Rebis.
La tragica morte della principessa Diana
(prima parte)
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Le ipotesi di complotto. Di particolari strani o, quantomeno, anomali, la vicenda dell'incidente è piena, e questo ha indotto molte persone, prime fra tutti il padre di Dodi, Mohammed al Fayed, a sostenere l'ipotesi del complotto secondo cui sarebbe stata la stessa Casa Reale dei Windsor, attraverso i servizi segreti, a commissionare l'incidente. I motivi, secondo i sostenitori di queste ipotesi, sarebbero il fatto che i Windsor e Diana erano da tempo in rotta di collisione. Le iniziative politiche della principessa finivano il più delle volte col mettere in risalto l'augusta grettezza che regna a corte. L'irriconciliabilità delle rispettive vedute è riassunta da fatti ben noti: il principe Filippo vaneggia di decimare l'umanità, sperando di reincarnarsi, come ha detto, "in virus mortale per risolvere il problema della sovrappopolazione", mentre Diana si è spesso sforzata di accogliere gli aspetti più profondi e difficili della vita, anche avvicinandosi alle grandi iniziative di Madre Teresa. Senza contare le voci insistenti sulla gravidanza di Diana, che come è stato già sottolineato, turbavano i reali. Ma quali sono gli elementi che fanno pensare ad un complotto? La rivista "Executive Intelligence Review", fondata da Lyndon LaRouche, rimane la fonte più credibile ed informata circa le manovre occulte e sospette che si celano dietro questa operazione. Dal dossier ricavato dalle indagini della EIR emergono i seguenti elementi.
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- Le spie ed i testimoni. D'altra parte è ormai certo che l'operazione di caccia all'uomo sia stata condotta dai servizi inglesi, che si sono schermati dietro il nugolo di fotografi scalmanati. Il settimanale inglese The People (2 milioni di lettori) ha citato fonti anonime vicine alla polizia francese secondo cui l'operazione è stata condotta da "ex" agenti dei servizi inglesi MI-6. Da altre fonti l'EIR ha potuto ricostruire come all'Hotel Ritz ci fossero almeno cinque personaggi sospetti che seguivano gli spostamenti di Diana e Dodi al Fayed. Uno di questi osservava l'uscita posteriore dell'Hotel, e ha fatto una telefonata col suo cellulare quando ha visto uscire l'auto con Diana a bordo, dopodiché si sarebbero messi in moto non solo i fotografi, che si presumeva fossero stati depistati, ma anche le due automobili che avrebbero causato l'incidente. Per proteggere questi personaggi, e soprattutto le due auto, la polizia francese, comandata da Philippe Massoni, ha letteralmente scacciato testimoni scomodi come Gary Hunter che, accorso alla finestra del suo Hotel dopo aver udito il fragore nel tunnel, aveva potuto vedere le due auto uscire dal tunnel ed allontanarsi precipitosamente, evidentemente insieme. La polizia francese è riuscita a respingere una sua deposizione fino alla fine di ottobre. E lui non è l'unico testimone ad essere stato scoraggiato dalla polizia a fornire elementi concreti per l'inchiesta. L'indagine è resa ancora più oscura e confusa da una serie di testimonianze apertamente discordanti e contrastanti.
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- Il caso Henri Paul. Sull'autista Henri Paul sono ricadute le responsabilità dell'incidente, accusato di essere ubriaco. La polizia francese ha avallato le storie del suo alcolismo e del fatto che non fosse autorizzato a guidare l'automobile, anche se da alcuni esami medici effettuati due giorni prima dell'incidente per la conferma del suo brevetto di pilota, Paul è risultato perfettamente sano senza alcun segno riconducibile all'alcolismo. Inoltre in nessuna farmacia francese si riesce a rintracciare la ricetta dei famosi psicofarmaci che Paul avrebbe ingerito. La famiglia di Henri Paul è riuscita ad ottenere la consegna della salma del congiunto, per l'inumazione, a condizione che rinunciasse esplicitamente a far eseguire un'autopsia indipendente. Quelle ufficiali, invece, sono lacunose, e secondo alcuni esperti, eseguite con grossolanità, prelevando addirittura campioni di sangue dagli organi sbagliati. [Fine 1° parte - Continua...] |
In questo periodo sui
nostri teleschermi viene mandata in onda la pubblicità di un nuovo modello di
autovettura di una nota casa automobilistica. Osservando attentamente il
filmato, non può sfuggire una curiosa apparizione "subliminale",
forse dovuta al caso, e forse no. Il filmato mostra un automobilista che scorrazza
su e giù per la città, poi, durante la sosta ad un semaforo, apre una lattina
di bibita gassata, che esplode invadendo l'abitacolo di schiuma. Ebbene, proprio
quando la telecamera si sofferma sul semaforo che diventa rosso (un segnale che
già, inconsciamente, predispone la mente ad una maggiore attenzione, e che
chiunque guidi una macchina può recepire a livello subliminale), per un
brevissimo lasso di tempo si nota un cartello
accanto al semaforo che riporta a caratteri cubitali la parola
"MASON" ("Massone", in inglese, v. foto in basso). Si tratta di una semplice
coincidenza? Probabilmente la casa automobilistica non ha nessuna
responsabilità se non quella di aver commissionato ed accettato lo spot per la
sua diffusione; sarebbe però "simpatico" capire se nelle intenzioni del regista
e/o dell'agenzia pubblicitaria c'era l'effettiva volontà di inserire un qualche
riferimento all'organizzazione della Massoneria o se si tratta soltanto di una
curiosa coincidenza non voluta.
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Fonti:
[1] Clarence.com, sezione Cultura e spettacolo > X-Files > Complotto Diana.
[2] Jane Kerr, "Diana letter sensation: "They will try to kill me", pubblicata sul sito del "Mirror".
N.B. Togliere dall'indirizzo la parte iniziale ("NOSPAM_")