
N° 22/2004
(venerdì 6 Febbraio 2004)
Editoriale
Nell'Aprile 2004 pubblicammo sul numero 11 delle "News" un dossier dedicato alla SARS, o "polmonite atipica", un virus letale i cui primi focolai avevano cominciato a svilupparsi ad Hong Kong ed in seguito a diffondersi in altre parti del mondo. Il responsabile dell'infezione fu individuato un in agente virale della famiglia dei "Coronavirus", che solitamente infettava gli animali e che sorprendentemente aveva effettuato il "salto di specie" verso l'uomo. A breve distanza dall'uscita di quel numero, cominciarono ad essere pubblicati su diversi siti Internet, ma in particolare su Disinformazione.it, alcuni pareri di esperti secondo cui dietro al caso SARS, veritiero ma probabilmente ingigantito appositamente, c'erano ben altre intenzioni.
Oggi, a quasi un anno di distanza dal primo caso accettato di SARS (era il 26 Febbraio 2003), la storia si ripete, con un nuovo tipo di virus, che stavolta ha un nome più criptico (si chiama H5N1, ma è stato più comunemente battezzato "influenza aviaria"), ma ha conservato le "caratteristiche" del predecessore: ha preso a svilupparsi da Hong Kong, è riuscito in qualche modo a mutare geneticamente riuscendo a trasferirsi dai polli all'uomo, ha già causato diversi morti, è già stato indicato come il nuovo possibile agente responsabile di una pandemia, cioè di un'infezione a livello mondiale. Quante coincidenze! In questo numero cercheremo di approfondire l'argomento. Rebis.
H5N1 ovvero: "Influenza Aviaria"
Il
virus A (H5N1) appartiene al ceppo delle influenze. Agisce soprattutto sugli
uccelli, per i quali può risultare particolarmente letale (in alcuni casi la
mortalità raggiunge il 100%) e, in maniera assai minore, i maiali, per cui è
noto anche con il nome di "influenza aviaria" [1]. Il primo
caso di passaggio dai polli all'uomo fu registrato ad Hong Kong nel Maggio del
1997. L'ultimo venne registrato invece nel Dicembre dello stesso anno: in quegli
otto mesi se ne ebbero complessivamente 18 di cui un terzo risultati mortali.
L'influenza sembrò essersi trasmessa tramite il contatto con i polli malati, e
non si ebbe nessuno caso di trasmissione da uomo a uomo. In quell'occasione il
governo di Hong Kong ordinò l'abbattimento in massa di tutto il pollame nelle
fattorie e nei mercati [2]. Dalla seconda metà del Dicembre scorso, una nuova
larga epidemia di influenza aviaria ha colpito polli ed anatre nelle stesse
zone. Le autorità sanitarie hanno subito lanciato l'allarme sapendo che questo
virus aveva manifestato già in passato la capacità di fare il salto di specie.
La tabella seguente (fonte: [3]) riassume la situazione al 4 Febbraio 2004:
|
Paese |
Casi totali |
Morti |
|
Tailandia |
4 |
4 |
|
Vietnam |
13 |
9 |
|
Totale |
17 |
13 |
Non si è ancora avuto nessun caso di trasmissione da uomo a uomo, ma intanto si parla già di possibilità di epidemia mondiale; l'Unione Europea corre ai ripari chiudendo le porte al mercato avicolo proveniente dai paesi Asiatici colpiti (Vietnam, Thailandia, Taiwan, Corea Del Sud, Giappone, Indonesia, Cambogia, Pakistan); le autorità sanitarie locali ordinano nuove stragi di polli [4]. Secondo l'OMS, una così bassa incidenza di casi di infezione verso gli umani può rassicurare sul fatto che il virus trova ancora difficoltà a trasferirsi dai polli all'uomo, ma ricorda che finora non esiste vaccino contro l'H5N1. Il contagio deriverebbe dal contatto con gli uccelli ammalati, o con le loro feci, ma affinché l'uomo ne risenta, deve accadere che contemporaneamente esso venga infettato anche da una comune influenza. Solo così il virus ha la possibilità di ricombinarsi genericamente e dare origine ad una nuova forma virale contro la quale gli umani non sono immunizzati. Lo schema seguente mostra il meccanismo dell'infezione da H5N1:

Alla luce di quanto esposto finora, corriamo davvero il rischio di una nuova pandemia? O è un ennesimo tentativo di instillare nuove paure alla popolazione, non più bastanti quelle del terrorismo e delle guerre?
Fonti:
[1] "Avian Influenza frequently asked questions", World Health Organization.
[2] "Chapter 20. Influenza", dal «Report of the Regional Director to the Regional Commitee for the Western Pacific» in occasione del 50° Anniversario del WHO (Maggio 1998).
[3] "Influenza aviaria", da EpiCentro, riassunto della situazione al 28/1/2004.
[4] "In Asia dilaga il virus dei polli. E l'Europa corre ai ripari", di Laura Mattioli, sul Messaggero del 27/01/04
La
sonda europea Mars Express ha confermato definitivamente ciò che gli
scienziati sospettavano da tempo: sotto la calotta polare meridionale del
Pianeta Rosso ci sarebbe del ghiaccio. La scoperta è stata resa possibile
dall'impiego di due particolari strumenti, il PFS (Planetary Fourier
Spectrometer, spettrometro Planetario di Fourier), realizzato dall'Istituto
di Fisica dello Spazio Interplanetario del CNR di Roma, e l'Omega, uno
spettrometro all'infrarosso di realizzazione francese ed italiana. Oltre al
ghiaccio nella calotta, è stata anche rilevata la presenza del vapore acqueo
nell'atmosfera ed una diversa distribuzione dell'anidride carbonica tra
l'emisfero settentrionale e quello meridionale. La scoperta di ghiaccio su Marte
è un passo fondamentale per la ricerca di vita extraterrestre, ma costituisce
anche un punto in più a favore della colonizzazione spaziale recentemente
rilanciata dal presidente degli Stati Uniti George W. Bush, che
auspica la realizzazione di una base sul Pianeta Rosso entro il 2020. La
scoperta effettuata dalla sonda europea ha costituito moralmente una piccola
rivincita di fronte all'ancora inspiegato fallimento della sonda Beagle 2,
realizzata per conto dell'ESA, e dai successi ottenuti invece dalla coppia di
sonde americane, Spirit e Opportunity.
[tratto da: "L'Italia scova il ghiaccio su Marte", di Emanuele Perugini, sul Messaggero di Sabato 24 Gennaio 2004]
E mentre su Marte proseguono le esplorazioni da parte delle due sonde americane, nuovi inquietanti particolari si aggiungono a quanto già sappiamo del pianeta, particolari spesso sconvolgenti che vengono tenuti celati dalla stampa comune, e che invece trovano ampia diffusione su siti "alternativi". Consci del fatto che, comunque, notizie del genere vanno prese con il beneficio del dubbio, tra le tante notizie dedicate all'argomento, ne abbiamo selezionata una che ci potrebbe far riflettere. La sonda Spirit è stata dotata di un dispositivo di ripresa in colori veri, in modo che qualsiasi immagine fotografata da esso risulti ad un occhio umano così come se fosse direttamente osservata sul posto. Tra queste foto in colori veri, ha fatto notizia quella che ritraeva il centro interno del cratere Gusev, scelto come punto di atterraggio del rover Spirit.
In questa foto (cliccare per ingrandire), effettuata a 320 km di altezza da un dispositivo HRSC a colori veri ed in tre dimensioni, si nota chiaramente come la chiazza scura, che nelle foto in b/n poteva rappresentare qualsiasi cosa, in questa assume un caratteristico colore verdastro. Di che cosa si tratta? Il cratere Gusev ha un diametro di circa 160 km. Gli scienziati non escludono che in un lontano passato esso abbia ospitato un lago la cui unica testimonianza, ora, sono proprio delle alghe depositate sul fondo.
Per approfondire:
1) "Is There Living Green Algae in the Gusev Crater on Mars?", di Linda Moulton Howe, su Earthfiles.com.
2) "Is this why NASA is lying about the true colors of Mars?", su Enterprise Mission.
N.B. Togliere dall'indirizzo la parte iniziale ("NOSPAM_")