
Di seguito sono riportati dei cenni biografici di alcuni dei più illustri personaggi che hanno fatto parte dell'originale Ordine degli Illuminati di Baviera.
Alessandro, conte di CAGLIOSTRO
Avventuriero
italiano, nato probabilmente a Palermo nell’8 Giugno del 1743, il cui vero
nome era Giuseppe Balsamo, ma che adottò nel corso della sua agitata vita i più
svariati nomi quali quelli di Tischio, Melissa, Belmonte, Pellegrini, Fenix,
Anna, Harat e per ultimo quello di Cagliostro. Figlio di una famiglia povera,
perse il padre Pietro Balsamo nello stesso anno della sua nascita; fu educato
nel seminario ecclesiastico della sua città natale, dal quale però fuggì a 13
anni preferendo la vita avventurosa che ben presto ebbe modo di condurre. Viaggiò
a lungo per la Grecia, Egitto, Turchia e gran parte dell’Arabia, regioni in
cui acquisì popolarità come guaritore, il che gli valse l’accesso nei
palazzi dei potenti e perfino nei loro proibiti harem. Nel 1770 tornò da quel
viaggio con grandi ricchezze e passò a Malta, presentandosi davanti al Gran
Maestro dell’Ordine come conte di Cagliostro; seppe guadagnare il suo favore a
tal punto che ottenne da lui pesanti raccomandazioni per i più importanti
magnati italiani. In quegli anni conobbe Lorenza Feliciani, la figlia di un
sellaio italiano, e con lei viaggiò per tutte le corti d'Europa guadagnandosi
la fama di grande mago, alchimista e guaritore. Si recò in Francia,
Germania, Spagna ed Inghilterra. A Londra entrò a far parte di una loggia
massonica di gente di basso rango, ne organizzò la riforma istituendo il Rito
Egizio e proclamandosi Gran Copto. Tornò in Germania dove ebbe contatti con un
altro famoso avventuriero del tempo, il Conte di Saint-Germain.Quando apparve
nuovamente a Parigi (1785) era tale la sua fama che non tardò ad intavolare
relazioni di amicizia con i principali personaggi di corte, in particolare con
il cardinale Louis-René Edouard Rohan, che aveva conosciuto a Strasburgo, dove
era vescovo principale. A causa di quest'amicizia, Cagliostro fu coinvolto nel
famoso "scandalo della collana" della Regina, venne imprigionato nella
Bastiglia ma fu assolto l'anno seguente. Le sue avventure continuarono fra alti
e bassi in
altri paesi d'Europa fino a che non si cominciarono a scoprire i suoi inganni. A
causa di un tradimento (sembra da parte della sua stessa donna) Cagliostro venne
scoperto e condannato a morte; la morte gli fu poi commutata in carcere a vita,
che scontò nella fortezza
di S. Leo (ducato di Urbino) dove alfine si spense nel 1º Ottobre del 1795. Ma
anche in questo caso non mancano leggende secondo cui invece il Conte, chiamato
un frate per farsi confessare, lo abbia ucciso ed abbia preso il suo posto,
riuscendo così ad evadere.
Avventuriero
del XVIII secolo, morto a Eckerfoerde (ducato di Schleswig) nel 1784, a circa
sessantacinque anni, il cui vero nome è sconosciuto, anche se si suppone essere
originario del Portogallo. Fino al 1740 e sempre usando pseudonimi di stampo
nobile (come, per esempio, Principe Rakaczy di Transilvania, marchese di
Monferrato, monsieur Surmont a Bruxelles, Welldone a Lipsia, marchese di Aymar,
di Bedmar o di Belnar, conte Soltikoff, ecc.), egli andava frequentando i
circoli aristocratici della maggior parte delle capitali europee, asserendo di
essere vissuto 1000 o 3000 anni prima della sua epoca, che aveva conosciuto
Gesù Cristo e i Dodici Apostoli e che possedeva tutta una serie di doti
meravigliose, come quella di aver scoperto l'elisir di lunga vita e la pietra
filosofale.
Uomo di vasta cultura, dotato di una memoria prodigiosa, grande conoscitore del
mondo e con un aspetto gradevole e buona presenza: furono queste qualità che
egli sfruttò per far sembrare onesti tutti i suoi inganni, grazie ai quali
seppe guadagnare i favori di Luigi XV e della sua amante, la marchesa di
Pompadour, del principe di Orlow, del langravio Carlo d'Hesse e del margravio
Carlo Alessandro di Ansbach. Ostentò quasi sempre delle enormi ricchezze, tanto
da indurre molti studiosi a pensare che le avesse acquisite con servizi di
spionaggio. Si sa che giocò un ruolo dietro le quinte, ma non per questo meno
importante, nelle logge della massoneria ed in altre società segrete
iniziatiche. Cagliostro fu uno dei suoi discepoli. Lasciò un manoscritto, intitolato
Les Très Sainte Trinosophie (La Santissima Trinosofia).
Il barone Adolf Franz VON KNIGGE
Adolf
Franz Friedrich Ludwid, barone di Knigge, era un gentiluomo della sua epoca,
scrittore e frammassone convinto, nato nel 1752. Molto meno rivoluzionario di
Weishaupt, lo aiutò a strutturare l'Ordine degli Illuminati ed a redigere il
Rito degli Illuminati di Baviera. Dopo l'Assemblea massonica organizzata a
Wilhelmsbad nel 1782, Knigge diede le dimissioni e, in seguito alle persecuzioni
di cui furono oggetto i membri degli Illuminati di Baviera nel 1785 e negli anni
a venire, terminò i suoi giorni ricominciando la pubblicazione delle sue opere
complete, alle quali aggiunse sermoni per alcune chiese protestanti. Morì a
Brema nel 6 Maggio del 1796.
Johann
Wolfgang Goethe (la particella nobiliare "von" gli fu concessa solo
dopo il 1782) fu un celebre filosofo, poeta e scrittore tedesco, nato a
Francoforte sul Meno nel 1749 e morto a Weimar nel 1832). Era il figlio di
Johann Kaspar, consigliere imperiale, e della cordiale e calorosa Katherina
Elisabeth Textor, figlia dell'ex borgomastro della città. Il piccolo Wolfgang
studiò la lingua italiana, il latino, il francese e anche l'ebraico,
dedicandosi nel contempo al disegno e alla musica, poi si recò a Lipsia dove
intraprese lo studio del Diritto. Una preoccupante affezione polmonare lo
costrinse a tornare a casa, inducendo una crisi mistica di che lo sospinse ad
una visione panteistica o comunque di stampo pagano della vita, frammista
all'interesse magico occultistico per Swedenborg. Perfettamente guarito, si recò
infine a Strasburgo dal 1770 al 1771, dove conobbe Herder che lo iniziò alla
poesia popolare e al gusto gotico. Iniziò la carriera dell'avvocato e venne in
contatto coi poeti dello Sturm und Drang, che lo indussero a distaccarsi dallo
stile rococò delle sue prime precoci liriche, infondendogli invece uno spirito
preromantico: passione per il primitivo, il tempestoso, per il Gotico e per le
poesie di Ossian. Nel 1774, pubblicò il suo dramma “Goetz von Berlichingen” che fece
rinascere le tradizioni ed i costumi del Medioevo e che costituì la base del
movimento letterario “Sturm und Drang”. Su istanza del duca Carlo Augusto,
si stabilì a Weimar ed ottenne l'incarico di ministro delle finanze. Da allora,
scrisse la stesura originale di “Ifigenie aut Tauris” (1779-1787), iniziò il
dramma “Torquato Tasso” (1790) ed il “Wilhelm Meister”. Dopo aver avuto
un figlio, nel 1794 conobbe Schiller e la sua opera progredì. Scrisse
un'infinità di capolavori letterari, ma il suo capolavoro fu e rimarrà il “Faust”, alla quale dedicò un significativo periodo della sua vita.
Letterato,
filosofo e filologo tedesco, nato a Mohrungen, nella Prussia orientale, nel 1744
e morto a Weimar nel 1803. Di famiglia modesta, ebbe un'infanzia abbastanza
difficile. Studiò a Könisberg, dapprima medicina, poi teologia e filosofia. Fu
insegnante a Riga, poi viaggiò attraverso l'Europa e visse a Parigi e a
Strasburgo. Nel 1776 Goethe lo chiamò in qualità di sovrintendente generale a
Weimar, e qui visse fino alla sua morte. Al tempo dei viaggi in Europa aveva
pubblicato il "Journal meiner Reise" (Diario del mio viaggio,
1769), in cui appare già chiaramente espresso quello che sarà il programma
letterario dello "Sturm und Drang" e la sua concezione della storia
come progresso dello spirito umano. Nel 1773 pubblicò il saggio "Briefwechsel
über Ossian und die Lieder alter Völker" (Corrispondenza su Ossian e
sui canti dei popoli antichi), in cui viene trattato il concetto di poesia
popolare come espressione originale e perfetta del carattere e dell'anima di una
nazione, che avrà poi grande peso in tutti i romantici. Una grande risonanza
ebbe anche la raccolta poetica pubblicata nel 1778 sotto il titolo "Stimmen
der Völker in Liedern" (Le voci dei popoli in canti) che, a
dimostrazione di quanto sostenuto nel saggio precedente, raccoglieva la poesia
popolare di varie nazioni ed epoche, presentata in genialissime
traduzioni.
Compositore
tedesco, nato a Mendorf, un piccolo paese della Baviera vicina al Danubio ed a
Ingolstadt, nel 1763, e morto a Bergamo nel 1845. Ebbe le prime lezioni dal
padre organista, poi studiò teologia e diritto canonico a Ingolstadt. Studiò
la musica nel monastero di Wetenburg e nel collegio dei Gesuiti
di Ingolstatd. Lì conobbe Adam Weishaupt e si affiliò all'Ordine degli
Illuminati di Baviera. Perseguitato dopo la condanna dell'Ordine nel 1785, abbandonò i
suoi studi, sebbene poi li riprese successivamente. Dal 1789, infatti, si
trasferì a Bergamo per studiare musica insieme con Carlo Lenzi, maestro
di cappella a Santa Maria Maggiore, al quale successe nel 1802. Nel 1805 fondò
a Bergamo una scuola musicale ed ebbe tra i suoi allievi anche Gaetano Donizetti.
Modesta la sua produzione strumentale e cameristica (è autore della canzone
"La biondina in gondoleta"), più ricca quella sacra con venti
Messe e dieci Oratori, ma fondamentale soprattutto la produzione operistica. In
questo campo Mayr può essere considerato l'anello di congiunzione tra la scuola
mozartiana e quella italiana, rinnovando profondamente l'orchestrazione ed
aprendo la strada a Rossini. Fra le opere più significative, le farse "Che
Originali!" (1798), e "Il Carretto del venditore d'aceto"
(1800), e le opere serie "Lodöiska" (1796), "Adelaide
di Guesclino" (1799), "Ginevra di Scozia" (1801) e
"La rosa rossa e la rosa bianca" (1813).